2017/11/23

Un uomo senza tuta in una foto scattata sulla Luna? No

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alle donazioni per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!". Ultimo aggiornamento: 2017/11/24.

IN BREVE: Si asserisce che in una foto scattata sulla Luna si scorge, nel riflesso della visiera di un astronauta, la sagoma di una persona senza tuta spaziale, con i capelli lunghi e con un panciotto e che quindi la foto sarebbe falsa. In realtà esaminando la foto originale ad alta risoluzione si scopre che la persona indossa eccome la tuta: è semplicemente l’altro dei due astronauti della missione Apollo 17 che si trovavano sulla Luna ed è quello che ha scattato la foto. Inoltre la presunta “scoperta” è vecchia: risale almeno al 2010 ed era già stata sbufalata all’epoca.


IN DETTAGLIO: Il 18 novembre 2017 il tabloid britannico The Mirror ha pubblicato sul proprio sito Web l’annuncio (link intenzionalmente alterato; copia su Archive.is) della scoperta di una “foto scioccante che sembra mostrare un uomo che cammina sulla ‘Luna’ senza una tuta spaziale durante la missione statunitense Apollo 17... sono emerse immagini fresche che suggeriscono che anche la sesta e ultima missione... fu falsificata. [...] Un’analisi ravvicinata di una presunta immagine della celebre spedizione che è emersa questa settimana suggerisce che l’intera impresa fu filmata su un set di Hollywood.”

La fonte di questa scoperta è, secondo il Mirror, un utente di Youtube che si fa chiamare Streetcap1, che afferma che “sembra un uomo, nei primi anni Settanta, capelli lunghi, che indossa una sorta di panciotto”.

La foto mostrata dal Mirror è questa:



Il Mirror non fornisce un dato fondamentale per qualunque analisi critica: non dice di quale foto si tratti. Tuttavia una ricerca per immagini effettuata con Tineye.com permette di risalire abbastanza rapidamente all‘identificativo NASA della foto, che è AS17-141-21608. L’Apollo Lunar Surface Journal la registra a 165:17:01 del tempo di missione. La ripresa televisiva dello stesso momento non inquadra gli astronauti e quindi non consente un controllo incrociato.

La fotografia intera è insomma questa:



Secondo la descrizione NASA della foto, si tratta di un’immagine dell’astronauta Gene Cernan (non Cerman, come scrive erroneamente il Mirror), scattata durante la terza attività extraveicolare sulla Luna della missione Apollo 17 dall’astronauta Harrison Schmitt. La sagoma del presunto capellone in panciotto è visibile nell’angolo in alto a sinistra, nel riflesso della visiera dorata di Cernan.

Si nota subito che si tratta di una sagoma minuscola e sgranata, un dettaglio piccolissimo nella fotografia complessiva, per cui ci vuole parecchia immaginazione per scorgervi un ipotetico “panciotto” e degli altrettanto ipotetici “capelli lunghi”.

Ci si può chiedere perché mai gli autori di una presunta messinscena dalla quale dipende la credibilità mondiale dell’intera nazione americana dovrebbero essere così stupidi e pasticcioni da lasciare nelle foto l’immagine di una persona senza tuta spaziale, ma si può anche fare di più.

Ci si può procurare la versione a massima risoluzione disponibile online, che è su Flickr (un‘altra copia è qui su Nasa.gov; una versione TIFF ad altissima risoluzione è qui su Archive.org; i dati tecnici sono su LPI), ed esaminarla in dettaglio:


Si nota così che la versione presentata dal Mirror è stata elaborata esaltandone il contrasto, cosa che crea sempre degli artefatti digitali (dettagli che in realtà non esistono nell’immagine originale ma sono generati dal processo di elaborazione).

Visto così, l’uomo non sembra più indossare un panciotto: le due bande scure sul suo tronco sono semmai l’ombra del braccio e l’ombra del tronco stesso (il Sole è in alto a sinistra, dal punto di vista di chi guarda la foto). E i presunti capelli lunghi sono semplicemente il casco della tuta di un astronauta visto frontalmente. La sua ombra, inoltre, è decisamente troppo estesa in profondità per essere quella di una persona senza tuta. Ma questa profondità ha senso se si considera che un astronauta ha sulla schiena un grosso zaino di sopravvivenza (PLSS) contenente ossigeno, apparati radio e sistemi di controllo della temperatura.

C’è anche un altro dettaglio importante e cruciale: l’uomo è riflesso esattamente nella parte della visiera sferica che è perpendicolare (tangente) all’osservatore, come si nota nel dettaglio qui sotto.


Questo è possibile soltanto in un caso, ossia se l’uomo è il fotografo. Infatti se provate a scattare una foto a una superficie speculare ricurva (per esempio uno specchio stradale o uno specchio di sorveglianza antifurto), finirete inevitabilmente riflessi nella zona nella quale la superficie è perpendicolare a voi.

Infatti l’uomo misterioso teorizzato dal Mirror è semplicemente l’altro dei due astronauti che si trovavano sulla Luna ed è l’autore della foto, ossia Harrison Schmitt.

Non è finita: la “scoperta” annunciata dal Mirror come se fosse una novità risale invece almeno al 2010 ed era già stata sbufalata all’epoca.



Il Mirror, insomma, si è basato esclusivamente sulle congetture di un anonimo utente di Youtube (che grazie alla visibilità datagli è arrivato ad avere quasi due milioni di visualizzazioni di questo video in pochi giorni), non ha fatto alcuna verifica, non ha interpellato nessun esperto e soprattutto non si è procurato la versione originale della foto, che è negli archivi pubblici della NASA, consultabili via Internet. Non ha chiesto lumi a Harrison Schmitt, che è ancora vivo e disponibile. E non ha neanche cercato online per vedere se per caso la tesi fosse stata già presentata.

Purtroppo la presunta notizia è stata subito rilanciata da molte altre testate giornalistiche in tutto il mondo (per esempio Newsweek; Fox News (anche su Twitter); Blitz Quotidiano; Maxim; IB Times; Newsline; Mirage News; Russia Today; Dunyanews Pakistan), molte delle quali, come il Mirror, non hanno svolto il proprio compito giornalistico di verifica, preferendo invece pubblicare una panzana che sicuramente attirerà molti clic che si trasformeranno in introiti pubblicitari. Il lunacomplottismo, insomma, prospera anche per colpa dei giornalisti che non fanno il proprio dovere e campano sul sensazionalismo.

Un ruolo non trascurabile in questa persistenza di tesi già ampiamente smentite dai fatti e dagli esperti è quello dei motori di ricerca come Google, che promuovono ciecamente una storia antiscientifica come questa soltanto perché contiene parole legate alla scienza, senza valutarne il senso. Nel giorno dell’uscita mediatica di questa tesi, Google l’ha messa nella categoria Science fra le prime tre storie del giorno.




Fonti aggiuntive: Metabunk, Inverse.com, Jason Major, Boozyscientist (video), Phil Plait.

2017/09/10

Video: Buzz Aldrin e George Clooney in “Starmen” (2017)

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alle donazioni per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!".


Starmen, sponsorizzato da Omega, la casa produttrice degli orologi usati sulla Luna, è un video che racconta un incontro fra l’attore George Clooney, bambino all’epoca degli allunaggi, e Buzz Aldrin, astronauta protagonista del primo di quei momenti storici dell’esplorazione spaziale. Maggiori dettagli: omegawatches.com/Starmen.

2017/07/23

Immagini realmente manipolate (non ufficiali) delle missioni lunari: l’ammaraggio troppo perfetto

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alle donazioni per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!".

Ogni tanto fa capolino online quest’immagine di una capsula Apollo mentre si appresta ad ammarare vicino a una portaerei, con un elicottero che la segue da vicino.

Artwork credit: Stan Stokes.

Se fosse una fotografia, la sua composizione sarebbe incredibilmente perfetta, con i tre elementi principali tutti nella medesima inquadratura. Può capitare, ma c’è anche la questione delle nuvole, forse un po’ troppo basse rispetto alla quota di volo di un elicottero (perlomeno durante una fase di recupero di una capsula spaziale). E infatti non si tratta di una foto, ma di un quadro.

Il quadro si intitola A Heritage of Excellence/All Navy Team ed è opera dell’artista californiano Stan Stokes, che ha creato molte altre opere di grande realismo che raffigurano scene dal mondo dell’aviazione.


Fonti: Earthlink; Arel-Arte; World Naval Ships; Aviation Art Prints; Splashdown! di Don Blair. 

2017/07/19

Astronauti lunari timidi? Vediamoli allo Spacefest

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alle donazioni per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!".

Una delle tesi ricorrenti dei lunacomplottisti e di alcuni dubbiosi poco informati è che gli astronauti che sono andati sulla Luna e i protagonisti delle missioni spaziali sarebbero schivi e reticenti perché si vergognerebbero della messinscena e della menzogna alla quale avrebbero partecipato.

In realtà, come ho potuto constatare di persona incontrando molti di loro, sono persone molto positive, allegre e disponibili; inoltre partecipano spesso a eventi dedicati all’esplorazione spaziale, come per esempio lo Spacefest che si è tenuto negli Stati Uniti (a Tucson, in Arizona) a giugno di quest’anno.

Nel video qui sotto, girato in diretta durante lo Spacefest, la giornalista e storica delle missioni spaziali Amy Shira Teitel li incontra e intervista al volo. Nomi come (fra i tanti) Bruce McCandless, Walter Cunningham, Charlie Duke, Richard Gordon, Fred Haise. Vi sembrano schivi o vergognosi?

2017/07/07

Complottisti pubblicano foto Apollo falsificata per dimostrare che le foto Apollo sono false

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alle donazioni per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!".

Questa foto è FALSA: non è una foto ufficiale NASA.
This is a FAKE: it’s not an official NASA photo.
Sta circolando parecchio, soprattutto nei siti complottisti di vario genere, l’immagine mostrata qui sopra, spesso accompagnata dall’osservazione che se si aumentano il contrasto e i livelli di colore si nota che il cielo è diviso da una riga verticale e la Terra è circondata da un riquadro, come se fosse stata aggiunta. Secondo i complottisti, questa immagine è falsa e questo dimostrerebbe che le missioni furono falsificate.

Il piccolo problema di quest’accusa è che la foto è sì falsa, ma non è stata falsificata dalla NASA: l’ha creata qualcuno e i complottisti non si sono presi la briga di controllarne la presenza nel catalogo delle foto originali pubblicate dalla NASA. Infatti non c’è, e Metabunk l’ha analizzata, scoprendo non solo vari difetti di realizzazione (ombre troncate e porzioni clonate), ma risalendo anche alle immagini originali usate per creare questo fotomontaggio: la porzione di destra proviene dalla foto AS11-40-5868, mentre la Terra è tratta probabilmente dalla foto AS08-14-2383.

2017/06/05

Apollo 11 visto da LRO: immagini in sequenza rivelano dettagli

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alle donazioni per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!".

“The Red Stuff”, documentario sul programma spaziale sovietico

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alle donazioni per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!".

The Red Stuff è un documentario che intervista i protagonisti e mostra immagini rare delle missioni spaziali sovietiche. Ê sottotitolato (hardcoded) in inglese; il titolo inglese è un gioco di parole sul film The Right Stuff (in italiano Uomini veri).

2017/06/03

“Lunar”, splendido video che anima le foto Apollo

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alle donazioni per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!".


Lunar di Christian Stangl si prende forse qualche libertà di troppo qua e là con le immagini originali (le stelle nel cielo lunare, per esempio), ma le sue animazioni delle fotografie originali delle missioni Apollo sono assolutamente magiche nella loro tridimensionalità. Buona visione.

2017/05/20

Video: complotti lunari ad Astrocaffè di Link4Universe

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alle donazioni per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!".

A fine aprile 2017 sono stato ospite di una puntata di Astrocaffè, nella quale ho chiacchierato di complotti lunari e di chicche spaziali insieme ad Adrian Fartade. Verso la fine della puntata l'audio perde la sincronizzazione perché il telefonino usato per le riprese si è surriscaldato e ha avuto problemi di scrittura del file. Buona visione.

2017/04/18

Quando fu rivelato il “complotto del paracadute” di Gagarin?

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alle donazioni per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!".

English summary: Gagarin's landing separately from his Vostok spacecraft is widely reported as a secret which was kept until 1971. However, a Russian book dated (apparently) 1965 contains an illustration which gives away this secret.


Lo storico volo di Yuri Gagarin del 12 aprile 1961 ha una particolarità: il fatto che Gagarin non rimase nella capsula Vostok fino all'atterraggio fu tenuto segreto per non rivelare che l'Unione Sovietica non aveva ancora la tecnologia sufficiente a consentire un atterraggio morbido di un veicolo spaziale e per non invalidare l'omologazione del record da parte della FAI (Fédération Aéronautique Internationale), che imponeva che il pilota rimanesse a bordo fino all’atterraggio.

Molte fonti dicono che questo segreto fu mantenuto fino al 1971:

- lo fanno per esempio Amy Shira Teitel su Motherboard e Nola Taylor Redd e Robert Roy Britt su Space.com;

-- lo fa anche questo articolo su Seeker, che e nota che il requisito di atterrare dentro il veicolo fu annullato dopo il volo di Titov il 7 agosto del 1961;

-- Astronautix dice che il segreto fu mantenuto “per molti anni”;

-- il libro Spacesuit: Fashioning Apollo di Nicholas De Monchaux scrive che la rivelazione avvenne soltanto nel 1978 (“The particulars of this process, and the fact of Gagarin's separate landing, were not revealed until 1978”, pag. 109) citando come fonte Space Flight: The Records di Tim Furniss (1985).

-- il libro Cosmonauti perduti di Luca Boschini dice che “La menzogna venne alla luce solo un anno dopo, per via di una gaffe del terzo cosmonauta sovietico Popovich: quando gli venne rivolta la domanda su come fosse atterrato, lui si lasciò sfuggire che si era lanciato col paracadute “come Gagarin e Titov”. Quando si dice che le bugie hanno le gambe corte...” (pag. 197).

Tuttavia esiste un libro, Cosmonauta Uno di M. Vodopyanov, datato (a quanto pare) 1965 e disponibile come scansione parziale su Vault of the Atomic Age e su Dreams of Space, che mostra un disegno di Gagarin dopo l'atterraggio mentre indossa la tuta spaziale e ha davanti a sé un proprio paracadute.



Ho chiesto ai miei lettori russofoni di tradurre il testo che accompagna l'immagine: la frase "Он прыгнул с парашютом", secondo @DottAloe, significa “Si è lanciato con il paracadute”, e @dfmunno aggiunge che il testo dice che “a quota 7mila ha visto il fiume Volga, poi ha aperto il paracadute atterrando sulle terre dove iniziò a volare 6 anni prima”.

Se la datazione del libro fosse confermata, sarebbe una sorpresa notevole scoprire che un libro diffuso liberamente in Unione Sovietica rivelava un segreto del genere con sei anni di anticipo rispetto alle cronologie comunemente accettate.